La rinnovata figura dello “Chef”: difficoltà e competenze
A cura dello chef Domenico Rullo
Nel corso degli anni, la figura dello “Chef” ha subito una notevole metamorfosi, diventando spesso, inoltre, un vero e proprio personaggio mediatico. Ogni giorno troviamo Chef in tv che “divulgano” il mondo della cucina e, al giorno d’oggi, sono divenuti veri e propri comunicatori, capaci di trasmettere messaggi importanti al pubblico, nonché dei veri e propri leader che si occupano di temi come la sostenibilità ambientale, la lotta allo spreco alimentare, l’educazione delle persone e la promozione di prodotti locali. Oggi lo Chef non è più solo un addetto alla direzione della cucina ed alla preparazione di piatti sempre più buoni e tecnicamente difficili, ma rappresenta una figura complessa, con una serie di competenze in più rispetto al passato, in quanto:
• dev’essere prima di tutto un manager, una figura capace di far fronte a tutte le difficoltà che si presentano, ottimizzando il lavoro, amministrando al meglio l’azienda, riducendo gli sprechi ed i consumi, non solo delle materie prime, ma anche dei costi fissi e variabili che ci sono in una cucina;
• dev’essere dotato di grande organizzazione per non sovraccaricare la sua brigata, oltre che motivarla e deve possedere la giusta leadership per ottenere il massimo dai suoi ragazzi e raggiungere gli obbiettivi prefissati;
• dev’essere, come suol dirsi, “smart”, utilizzando macchinari sempre più innovativi che permettono d’accelerare la produzione, abbassare gli sprechi e preservare al massimo le materie prime;
• dev’essere all’avanguardia, utilizzare e conoscere tecniche di cucina salutare, senza incidere negativamente sul gusto finale;
• dev’essere ecologista, riducendo il più possibile il potenziale inquinamento durante l’attività lavorativa, organizzando, inoltre, il lavoro al fine di ottimizzare l’uso dei macchinari, prestando anche attenzione al confezionamento dei prodotti e riducendo, al contempo, l’uso di plastiche, differenziando nel migliore dei modi anche gli scarti della cucina;
• dev’essere in un certo senso anche “medico”, in virtù del fatto che occorre considerare le intolleranze e le allergie alimentari dei clienti che, nell’ultimo decennio, sono aumentate a dismisura.
In generale, occorre studiare ed aggiornarsi di continuo al fine di stare al passo con i tempi. Di seguito vi proponiamo una ricetta di stagione senza glutine per quattro persone:
Carnaroli, fave, guanciale e crema di pecorino
320 gr di riso carnaroli
250 gr fave di stagione
50 gr di pecorino
100 cl di crema di latte 100 gr di guanciale
100 gr di cipolla di tropea 50 cl di vino magliocco
2 cl di aceto bianco
5 gr zucchero
50 gr di parmigiano
aglio, pepe e sale.
Procedimento:
Rosolorare uno spicchiod’aglio con l’olio, saltare le fave e portare a cottura con brodo vegetale, frullare, setacciare e sistemare si sale e pepe. Tostare il guanciale in una padella e rendere croccante, scolare il grasso in eccesso e tenere da parte, far raffreddare e tritare finemente. Portare la panna a 64° aggiugerere il pecorino, frullare e setacciare. Stufare la cipolla con olio, aggiungere il vino rosso, l’aceto e lo zucchero, portare a cottura, frullare, setacciare e sistemare con sale e pepe. Tostare il riso in un tegame senza grassi cuocere con del brodo vegetale, a cottura quasi ultimata aggiungere la crema di fave, mantecare con il formaggio e il grasso del guanciale tenuto da parte. Provare di sale e pepe e far riposare per 2 minuti. Impiattare il riso con l’aiuto di un cerchio in metallo e agguingre sopra gocce di salsa alla cipolla, il guanciale croccante e la crema di pecorino.







