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Otoplastica, tra funzione ricostruttiva e benessere psicologico

Intervista alla dottoressa Tiziana Vitagliano

Nel panorama della chirurgia plastica contemporanea, l’otoplastica rappresenta uno degli interventi più emblematici dell’incontro tra medicina ricostruttiva, estetica e tutela del benessere psicologico del paziente. Non si tratta semplicemente della correzione di un inestetismo, ma di una procedura che spesso incide profondamente sulla qualità della vita, soprattutto in età pediatrica e adolescenziale. A sottolinearlo è la dottoressa Tiziana Vitagliano, chirurgo plastico, ricostruttivo ed estetico che esegue questo tipo di intervento all’interno della struttura Med Estetica di Satriano, centro specializzato in medicina e chirurgia estetica dotato di una sala operatoria autorizzata per procedure ambulatoriali.

«La chirurgia plastica – spiega la specialista – deve avere sempre una finalità ricostruttiva. Anche quando si parla di estetica, l’obiettivo rimane il recupero di un equilibrio fisico e psicologico del paziente. Il termine “ricostruttivo” significa intervenire non solo sul corpo, ma anche sulla sfera emotiva e relazionale della persona».

L’otoplastica è indicata principalmente per la correzione delle cosiddette orecchie prominenti, comunemente definite “orecchie a sventola”, una condizione determinata da un’anomala conformazione della cartilagine auricolare. Le cause possono essere congenite e si manifestano generalmente bilateralmente, pur con differenze di entità tra un orecchio e l’altro.

Dal punto di vista clinico, il difetto più frequente è l’assenza o la scarsa definizione dell’antelice, la piega naturale della cartilagine, associata talvolta a un’eccessiva profondità della conca auricolare. Questo determina una maggiore sporgenza dell’orecchio rispetto al cranio.

Pur non rappresentando una patologia funzionale, la condizione può generare importanti conseguenze psicologiche, soprattutto nei bambini. «È uno degli interventi che spesso viene programmato già in età prescolare – precisa la dottoressa – intervenire intorno ai cinque o sei anni significa prevenire forme di disagio sociale, episodi di bullismo e difficoltà relazionali che potrebbero accompagnare il bambino durante tutta la crescita».

L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia locale associata a sedazione cosciente negli adulti, mentre nei pazienti pediatrici si può ricorrere all’anestesia generale leggera. La durata media è di circa un’ora e mezza e la procedura si svolge in regime ambulatoriale all’interno della sala operatoria di Med Estetica di Satriano.

Dal punto di vista tecnico, l’otoplastica prevede un’incisione nella regione retroauricolare, in modo da rendere la cicatrice praticamente invisibile una volta completata la guarigione. Attraverso questa via d’accesso, il chirurgo modella la cartilagine auricolare mediante tecniche di rimodellamento e sutura permanente, ricreando la naturale curvatura anatomica dell’orecchio e riducendone la protrusione.

Negli ultimi anni, l’evoluzione delle tecniche chirurgiche ha consentito risultati sempre più naturali e armonici, riducendo sensibilmente il trauma chirurgico e i tempi di recupero post-operatorio. Dopo l’intervento viene applicata una medicazione contenitiva, il decorso post-operatorio è generalmente rapido e il paziente può riprendere le normali attività quotidiane nel giro di pochi giorni. Secondo la dottoressa Vitagliano, il vero valore dell’otoplastica risiede nella sua capacità di incidere sulla percezione di sé: «Molti pazienti, soprattutto i più giovani, acquisiscono una maggiore sicurezza personale dopo l’intervento. Non è soltanto un cambiamento estetico, ma un miglioramento della qualità della vita e delle relazioni sociali».

Soltanto uno dei tanti interventi, quello di otoplastica, che vengono realizzati nella sala operatoria del paese ionico in cui è possibile sottoporsi a numerose procedure ambulatoriali di chirurgia estetica e ricostruttiva, tra cui blefaroplastica, asportazione di neoformazioni cutanee e lipofilling mediante tessuto adiposo autologo, tutto sempre seguendo protocolli clinici orientati alla sicurezza del paziente e alla naturalezza del risultato finale.