#Medicina

Sport agonistico e amatoriale: in troppi evitano “il tagliando al motore”

PERCHÈ E’ IMPORTANTE SOTTOPORSI ALLA VISITA MEDICO SPORTIVA AGONISTICA?
Lo è non solo perché è un obbligo di legge, ma soprattutto è fondamentale per garantire la salute dello sportivo. Può verificarsi che durante una visita sportiva l’atleta scopra di avere una patologia di cui non era a conoscenza.

CHI SI DEVE SOTTOPORRE ALLA VISITA MEDICA SPORTIVA AGONISTICA?
La legislazione italiana IMPONE, a chiunque si appresti ad iniziare o che già pratichi un’attività sportiva di tipo agonistico, di sottoporsi, con periodicità annuale, ad una visita per il rilascio della certificazione di idoneità all’attività sportiva agonistica. Questa visita medica è: obbligatoria per Legge (D.M. 18.2.82 e successive integrazioni).

È OBBLIGO PER LE SOCIETÀ/ASSOCIAZIONI SPORTIVE SUBORDINARE LA PARTECIPAZIONE DEGLI ATLETI ALLE ATTIVITÀ SPORTIVE AGONISTICHE (GARE ED ALLENAMENTI) ALLA PRESENTAZIONE DEL CERTIFICATO DI IDONEITÀ SPORTIVA AGONISTICA PREVISTO DALLA LEGGE; RESPONSABILITÀ CIVILE E PENALE IN CASO DI MANCATA CERTIFICAZIONE MEDICA.
Si tratta di un obbligo che viene troppo spesso sottovalutato, anche se, purtroppo, torna drammaticamente in evidenza ogni qualvolta ci si trova di fronte a situazioni quali decessi o invalidità permanenti determinate dallo svolgimento dell’attività sportiva ovvero verificatesi nel corso dello svolgimento di un’attività sportiva. In tali casi, qualora l’atleta risulti privo di certificato di idoneità (oppure con certificato non regolare) la responsabilità (civile e penale) ricade sul Presidente della società o associazione e su coloro che, verosimilmente, potevano essere al corrente della situazione, quali i dirigenti della società (segretario, direttore sportivo), il medico sociale e l’allenatore. È importante sottolineare che eventuali dichiarazioni di assunzione di responsabilità sottoscritte dal praticante l’attività sportiva allo scopo di liberare il soggetto responsabile ai sensi di legge (Presidente della società) non hanno alcuna validità.

DA CHI VIENE EFFETTUATA LA VISITA MEDICO-SPORTIVA?
La visita clinica e la valutazione globale degli accertamenti nonché l’atto certificatorio devono essere effettuati nelle sedi autorizzate o accreditate dalla Regione di appartenenza (ambulatori, centri, istituti, servizi pubblici o privati in possesso di precisi requisiti di organizzazione, strutture ed attrezzatura). Si ribadisce che la visita medico sportiva non può essere effettuata al di fuori delle strutture autorizzate, quindi non è ammissibile uno studio di medicina dello sport all’interno di un ambulatorio medico non autorizzato, di una struttura sportiva, di una palestra, di una piscina o di un camper senza relativa autorizzazione alla branca specialistica in questione.

COSA SUCCEDE IN CALABRIA?
Da una relazione presentata alla Commissione Sanità della Regione Calabria nel 2016 si apprendeva che “annualmente, mediamente, nell’intero territorio calabrese, il 50% degli atleti che svolgono attività agonistica si presentano sui campi di gara senza la necessaria certificazione” in considerazione del fatto che “i centri di medicina dello sport delle Aziende Sanitarie Provinciali della Regione Calabria non riescono a sopperire all’enorme richiesta di certificazione agonistica da parte degli atleti”; per tale motivo era necessaria una modifica/ integrazione dell’attempata legge regionale n. 10 del 2 maggio 2001, relativa alla medicina dello sport e tutela sanitaria delle attività motorie e sportive, al fine di implementare i centri deputati alla certificazione agonistica, dando la possibilità a tutti gli atleti che svolgono attività agonistica, di produrre la necessaria certificazione. Si apre qui il triste capitolo dell’abusivismo della certificazione di idoneità sportiva, e di quanti, stante la mancanza di controlli sull’applicazione delle norme, con una certa “ingenuità” si affidano a quel sottobosco composto da figure illegali, che agendo senza scrupoli, e senza regole, creano un circolo vizioso tra abusivismo professionale e rischi per la salute degli atleti. Di fronte a questo scenario, forse sottovalutato dalle istituzioni, che comporta inevitabilmente, un elevato rischio per chi vuole praticare attività sportiva, sarà necessario un momento di riflessione, rivolto sia alla difesa della dignità e degli ambiti lavorativi del medico dello sport, sia alla volontà di tutelare il livello delle cure degli sportivi calabresi, affinché chi di competenza si attivi al fine di garantire il buon funzionamento del sistema sport/salute a partire dall’attività di prevenzione.