Colpo di frusta e disordini temporo-mandibolari
A cura di Domenico Mammone Medico Chirurgo – Medicina fisica e riabilitativa MedCenter
Il colpo di frusta è uno degli eventi traumatici più frequenti in caso d’incidente stradale, soprattutto quando si verifica un tamponamento tra auto. Le statistiche in Italia mostrano che, su 100 incidenti automobilistici, 18 danno luogo a una domanda d’indennizzo per danni alla persona. La maggior parte di questi danni (66%), è rappresentata dal colpo di frusta; molto spesso, questo disturbo viene sottovalutato o non diagnosticato correttamente, ma può avere conseguenze anche gravi e durature sulla salute della persona. I sintomi più frequenti nei quadri di WAD (acronimo per Whiplash Associated Disorders) sono: • dolore, che insorge subito o fino a 48 ore dopo il trauma. Normalmente può essere concentrato in alcuni punti o espandersi con un’iperalgesia secondaria come agli arti superiori; • alterazioni sensitivo-motorie, come limitazione dell’articolarità, alterazione del senso di posizione del capo e di posizionamento corporeo.
Il trauma distorsivo del rachide cervicale nosograficamente, definito anche “colpo di frusta cervicale” o “cervicalgia da contraccolpo”, è una patologia traumatica, provocata meccanicamente da una iperestensione del collo, seguita da una iperflessione compressiva, associata o meno ad un movimento d’inclinazione laterale e/o di rotazione. Una simile sollecitazione traumatica, comporta un’azione di accelerazione- decelerazione del capo, con trasmissione di forze improvvise e di varia intensità a carico delle strutture molli della regione posteriore del collo e delle vertebre cervicali. Si tratta di una lesione, di grado solo apparentemente minore, spesso sottovalutata o addirittura trascurata nell’immediatezza del trauma, ma la cui evoluzione nei giorni successivi può dar luogo a molteplici e complesse sindromi morbose clinico-funzionali. Un contraccolpo o una torsione traumatica del collo, insorti a seguito di impatti anche non violenti tra autovetture, anche a bassa velocità, possono determinare a carico del rachide cervicale, effetti lesivi che instaurano una complessa varietà di quadri clinici. Il sistema propriocettivo localizzato nei muscoli posteriori cervicali, sottoposto ad un trauma, inviando informazioni propriocettive deformate al S.N.C. ed alterando il fisiologico programma motorio efferente, determina un’alterazione dell’equilibrio e dell’atteggiamento posturale corporeo. Ecco perché una lesione irritativa del sistema propriocettivo cervicale, dovuta ad un colpo di frusta del collo, rappresenta la base patogenetica delle alterazioni delle vie vestibolo-cervico-spinali.
Il Trattamento del colpo di frusta prevede due fasi:
• una FASE INIZIALE O ACUTA, effettuata sia con tecniche e manovre antinfiammatorie e di rilassamento muscolare come la massoterapia, la terapia mio- fasciale, sia con mezzi fisici come Laserterapia, Tecarterapia, Elettroterapia come la TENS, Magnetoterapia;
• una FASE DI RIEDUCAZIONE FUNZIONALE, mediante esercizi anche di rieducazione posturale, rieducazione funzionale ed allenamento terapeutico.
Considerando il complesso testa- collo-mandibola come un’unità biomeccanica funzionale, un trauma distorsivo del rachide cervicale alterandone l’equilibrio, instaura delle alterazioni morfo-funzionali dell’A.T.M. e dell’apparato stomatognatico. I TMD disordini temporo-mandibolari, caratterizzati dalla presenza di dolori acuiti dalla masticazione, scrosci, sub lussazioni con conseguenti limitazioni dell’apertura della bocca, possono essere sinteticamente classificati in: 1 disordini dei muscoli masticatori, caratterizzati da sintomi algo-mio-fasciali; 2 disordini intra-articolari, caratterizzati da semplice artralgia, o dislocazione discale di vario grado, con o senza spontanea riduzione e con o senza interessamento del movimento d’apertura della bocca. Ogni trauma a livello delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM), avvenuto a seguito di un incidente, necessita di una analisi critica per valutare se abbia provocato, o aggravato un disordine temporo-mandibolare “TMD”. Così come i traumi diretti all’articolazione temporo-mandibolare possono provocare danni anatomici e limitazioni funzionali nei movimenti della mandibola, anche i traumi indiretti, in cui l’energia d’urto non sia orientata e dissipata direttamente a livello dell’ATM, ma in zone anatomicamente separate, ma correlate ad essa, possono indurre alterazioni nei normali meccanismi funzionali articolari e muscolari dell’ATM. Alla medicina legale, spetta infine il compito di analizzare le caratteristiche del trauma, applicando la criteriologia valutativa nella definizione del nesso di causalità materiale, nonché la sua definizione dal punto di vista clinico, al fine di giungere alla quantificazione del possibile danno biologico e della stima di un giusto indennizzo.







