#Editoriale

Non più chiacchiere ma idee e progetti…

di Pietro Melia

Il 25 maggio Soverato ha ospitato il COMESS 2019 Congresso sulla Medicina dello Sport. Teatro comunale gremito fino all’inverosimile. Relatori di indiscutibile livello scientifico, tra i più prestigiosi in Italia e in Europa. Una giornata davvero speciale, messa in piedi da una macchina organizzativa perfetta. A noi serve da spunto per una riflessione di più ampio respiro. Questa città, a fortissima vocazione turistica, può e deve puntare sulla convegnistica di alto profilo, nazionale: darebbe un impulso notevole allo sviluppo.

Ma c’è un ma, e abbiamo il dovere di dirlo. Soverato non è ancora attrezzata per fornire risposte certe alla domanda. Manca ancora di una ricezione alberghiera minima (chi viene qui in veste professionale o per diporto deve necessariamente trovare da dormire…) e di una ristorazione all’altezza. Lo andiamo ripetendo da anni, purtroppo inascoltati: con l’attuale disponibilità di posti letto non si va da nessuna parte. Appena tre o quattrocento, distribuiti in poche strutture, alcune aperte solo nella stagione estiva e non con tutti i servizi. L’altro aspetto da non sottovalutare riguarda la logistica: per consentire congressi specialistici almeno da mille delegati occorrerebbe un Centro adeguato. Il posto in cui realizzarlo ci sarebbe, ed è l’area della ex Comac, di proprietà privata ma in uso all’Amministrazione Comunale che la concede alle Associazioni locali per eventi gastronomici e culturali.

Indiscrezioni, non sostanziate da prove certe, riferiscono di un progetto che, una volta definito il contenzioso giudiziale per la proprietà, va in tutt’altra direzione. Ci sarebbe già chi pensa ad un nuovo investimento di tipo immobiliare, insomma un palazzo a più piani destinato ad appartamenti e negozi. Dovesse realizzarsi si commetterebbe, dal nostro punto di vista, un errore madornale perché significherebbe che qui non esiste alcuna voglia di perseguire progetti compatibili con una idea di sviluppo possibile. Eppure i “suggerimenti” concreti non mancano: qualche anno fa un giovane architetto presentò (nel salone dell’istituto Malafarina, chi scrive testimone…) un bellissimo progetto sull’eventuale utilizzo di quel rudere di archeologia industriale a ridosso del Lungomare Europa. Cosa proponeva? Un centro Congressi all’avanguardia, moderno e multifunzionale, che avrebbe risolto di un colpo i problemi qui elencati. Non sarebbe il caso di tirarlo fuori e di parlarne, aprendo un confronto e una discussione proficui? L’interesse sul futuro della Città si sviluppa sui fatti e non sulle chiacchiere!