Nuotare con gli Ippocampi…
A cura del Dott. Antonio Zofrea – Chimico Insegnante, appassionato di Biologia Marina
La bella stagione inizia a far capolino nel tratto di Mar Ionio su cui si adagia la cittadina turistica di Soverato, questo comporta un pullulare di attività fisiche all’aria aperta. Passeggiando sul lungomare, come d’abitudine, lo sguardo viene “attratto” dal ciclista occasionale, dal corridore grondante di sudore che cerca di battere il suo record personale o da gruppi di bambini che sfrecciano tra le gambe della gente con i loro tricicli.
Il sottoscritto però, volgendo lo sguardo verso il blu del mare sente un altro tipo di “attrattiva”. Si tratta del richiamo che ti spinge a mettere il naso sotto la superficie dell’acqua, e per uno come me, un chimico da sempre appassionato di biologia marina, questa chiamata è irresistibile. Vorrei parlare oggi di un’attività ricreativa, prevalentemente estiva, che unisce l’esercizio fisico del nuoto all’osservazione dell’ambiente marino: lo Snorkeling Con questo termine si indica il nuoto in superficie (non disdegnando però qualche calata) con l’ausilio di un boccaglio, tubo in gergo o snorkel in termini anglosassoni tanto di moda, con maschera e pinne a corredo. Ma perchè si dovrebbe praticare snorkeling nel Mediterraneo?…L’ambiente subacqueo è poco affascinante e privo di colori…
Mai affermazione fu tanto sbagliata! Chi scrive ha praticato in modo tecnico le immersioni nella Baia di Soverato dedicandosi sia alla parte biologica che chimica, nonché alle foto subacquee e posso garantirvi che l’osservazione dei fondali, anche prettamente ricreativa, in questa baia, può dare molte soddisfazioni. Iniziamo col dire che le caratteristiche morfologiche di questo tratto di costa sono peculiari: L’ansa che forma il mare, come se volesse scavare un varco per penetrare nelle strade della ridente cittadina, crea una zona con poco idrodinamismo, poche correnti, come una specie di grande piscina; la batimetrica del fondale si presenta con pendii di sabbia alternati a rocciate sparse, che degradano in alcuni tratti velocemente e in altri più dolcemente verso i 30-35 metri, per poi arrivare nella zona nord a profondità ben più elevate. Si trova, inoltre, purtroppo ormai in piccole estensioni, una pianta marina (non alga, ma pianta vera) chiamata Cymodocea nodosa, che fornisce cibo e protezione a varie specie ittiche.
In queste condizioni trova l’habitat ideale un pesce fra i più antichi e bizzarri, all’apparenza corazzato, dalle forme che ispirano il design di eleganti gioielli, ma anche tanto fragile e raro: L’Ippocampo Si trovano nella baia due specie Hippocampus hippocampus (piccolino e di solito presente in colorazione scura) e Hippocampus guttulatus (quello più grande, colorato e pieno di escrescenze) questo strano pesce si può osservare praticando snorkeling in quanto nel periodo estivo risale dalle profondità della baia fino alla zona dei 5-6 metri (quota ricreativa). Con un po’ di spirito di osservazione, viste le sue capacità mimetiche, lo si può trovare anche in piccoli gruppi in zone che offrano appiglio alla sua coda prensile, come foglie di Cymodocea, qualche roccia naturale o manufatti umani (pesi di boe). Non scapperà alla vista…o meglio alcune volte cercherà di farlo, ma si tratta di uno dei “ pinnuti” più lenti del mondo, quindi l’osservazione si presenta facile.
Nei mesi estivi si dirige verso la parte poco profonda del litorale per accoppiarsi e dar luce a centinaia di piccoli ippocampini, partoriti con forti contrazioni dal maschio…è lui che resta “incinto” (unica specie sulla terra), purtroppo essendo i pargoli di pochi millimetri gran parte vengono predati, ne resterà qualcuno a garantire la prosecuzione della specie, ma questa è legge di natura. La baia di Soverato, nonostante il calo demografico di questa specie dovuto a vari fattori, presenta una delle densità di ippocampi per metro quadro tra le maggiori del Mediterraneo. Inoltre l’ippocampo non tollera l’inquinamento, quindi è anche una misura indiretta dell’ottima qualità dell’acqua della baia. Ci possiamo considerare fortunati a poterlo ancora osservare nei suoi movimenti aggraziati, sempre con il dovuto rispetto, ricordandoci di non tirarlo mai fuori dall’acqua, l’ingestione d’aria potrebbe provocargli grossi problemi e non dimentichiamo che si tratta di una specie protetta a livello internazionale (Appendice II CITES). Godiamocela quindi…entrando noi nel suo mondo, in punta di piedi, anzi “in punta di pinne”, come è giusto. Buon snorkeling a tutti!







