Vino rosso fa buon sangue
Recita un vecchio proverbio, ma se un bicchiere a tavola è salutare, esagerare è un pericolo, specie per i giovani.
Una moderata quantità di vino appaga il palato, aiuta la digestione e favorisce la salute cardio- circolatoria. Il vino, consumato ai pasti e responsabilmente, con moderazione, intelligenza, nonché associato ad uno stile di vita sano, ha effetti benefici. Questo, è quanto emerge da numerosi Simposi in cui si discute su alimentazione e benessere.
A differenza degli alcolici e superalcolici, il vino contiene l’85- 87% d’acqua e, quindi, il 12-15% di materia alcolica associata a vitamine, minerali e antiossidanti. Studi epidemiologici condotti su numerose e differenti popolazioni, rivelano che gli individui che consumano ai pasti principali, quotidianamente e moderatamente, vino, godono di un migliore stato di salute. In particolare, si osservano riduzioni significative di mortalità per tutte le cause, ma specialmente per quelle cardiovascolari, rispetto agli individui che si astengono o che bevono alcol in eccesso.
L’assunzione moderata di etanolo, migliora il metabolismo delle lipoproteine, riducendo il rischio di mortalità cardiovascolare e, il vino, è tra le bevande con poca quantità di etanolo. La ricerca scientifica ha dimostrato che le molecole presenti nell’uva e nel vino interagiscono con il metabolismo. Non è l’uso, ma l’abuso di vino che può rivelarsi dannoso, come tutti gli abusi; diversi studi, infatti, hanno indagato le giuste associazioni biologiche e cliniche estremamente positive del consumo di vino rosso, con le malattie cardiovascolari e la mortalità. L’assunzione, da leggera a moderata, di vino rosso, produce una serie d’effetti potenzialmente benefici che risultano salutari e preventivi in tutte le fasi del processo aterosclerotico, dall’aterogenesi (come lo sviluppo e la crescita precoce della placca), all’occlusione dei vasi (come la dilatazione mediata dal flusso, trombosi).
Il resveratrolo, sembra anche proteggere il cervello dal declino cognitivo legato alla malattia di Alzheimer. Recentemente, analizzando la composizione del vino rosso, gli scienziati della “Università della California a Davis” hanno scoperto un altro gruppo di molecole in grado di combattere l’eccesso di colesterolo nel sangue. Si tratta delle saponine, ovvero sostanze schiumogene solubili in alcol ed in grado di legare il colesterolo nell’intestino (compreso quello nei sali biliari) riducendone l’assorbimento. Una ricerca del “Oregon States College of Agricultural Studies” ha, invece, osservato la reazione delle cavie ad un regime nutrizionale ricco di grassi, con e senza estratti di vino rosso. Tutti i topi, hanno mostrato le stesse conseguenze metaboliche tipiche degli umani sedentari in sovrappeso, ma quelli nutriti con estratto di vino rosso hanno rivelato un minor accumulo di grassi nel fegato e livelli glicemici inferiori.
La molecola responsabile di questa reazione sarebbe l’acido ellagico (presente anche in molti ortaggi e frutti, come il melograno), ovvero un antiossidante fenolico in grado di ostacolare l’accumulo di grasso nelle cellule e d’opporsi allo sviluppo di nuovi adipociti. Come se non bastasse, il vino rosso è anche ricco di quercetina; questo flavonoide (tetraossiflavonolo), rappresenta un inibitore metabolico di alcuni enzimi coinvolti nella risposta infiammatoria. Le funzioni antiossidanti della quercetina sono di ripristino dei tocoferoli (vit E), di disintossicazione delle cellule dal superossido e di diminuzione della secrezione di ossido nitrico durante l’infiammazione. Secondo la “American Cancer Society”, inoltre, questo flavonoide agisce come potente antitumorale, soprattutto a livello del colon. In conclusione, prove crescenti supportano fortemente gli effetti cardiovascolari benefici del consumo moderato di vino rosso nella maggior parte delle popolazioni.







