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Postura e alterazione della colonna vertebrale in età pediatrica

Dr. Domenico Mammone – Direttore della Clinica MedCenter Medico Chirurgo – Specialista in Medicina e Traumatologia dello Sport

L’atteggiamento scoliotico e le scoliosi idiopatiche

LE CURVE FISIOLOGICHE DELLA COLONNA
Alla nascita, per la posizione assunta durante la vita intrauterina, il rachide è atteggiato globalmente in cifosi. In seguito quando il bambino acquista rispettivamente la capacità di sostenere il capo e di assumere la posizione assisa compaiono delle curve che fanno parte delle normali deviazioni della colonna. Frontalmente la colonna vertebrale appare diritta, mentre di profilo presenta tre curve naturali che le conferiscono maggiore resistenza. La curva cervicale detta lordosi cervicale, la curva dorsale detta cifosi dorsale, la curva lombare detta lordosi lombare. Durante l’età pediatrica ed adolescenziale è frequente andare incontro ad alterazioni della colonna, dovute per lo più ad atteggiamenti posturali errati protratti nel tempo. Individuare rapidamente tali alterazioni della postura è fondamentale per mettere in atto tutta una serie di interventi terapeutici finalizzati alla correzione di queste modificazioni garantendo una crescita sana ed armonica. Sebbene spesso si tratti di alterazioni di lieve entità, che possono essere corrette attraverso un’adeguata attività fisica, prevenirle educando i bambini ad una corretta postura è importante per evitare che queste si trasformino in deformazioni più gravi. Il periodo a cui prestare maggiore attenzione alla postura è quello della fase pre- adolescenziale quando si assiste ad una forte ripresa della crescita detta “scatto puberale” in cui possono manifestarsi alcune patologie della colonna vertebrale. È facile che un genitore osservando il proprio figlio possa preoccuparsi scambiano ad esempio un atteggiamento scoliotico (paramorfismo), che non rappresenta in realtà un problema strutturale dello scheletro per una vera e propria scoliosi (dismorfismo).

I PARAMORFISMI
I Paramorfismi sono condizioni benigne e reversibili su base posturale, causate da atteggiamenti viziati, da una crescita staturale non accompagnata dallo sviluppo di una forza muscolare adeguata. Rientrano tra queste condizioni il dorso curvo (o cifosi dorsale), l’iperlordosi lombare, le scapole alate, l’abitus astenico e l’atteggiamento scoliotico. L’atteggiamento scoliotico è una deviazione della colonna sul piano frontale, completamente riducibile in clinostatismo ossia in posizione orizzontale, distesa. A tale alterazione quasi sempre si associa una piccola differenze di lunghezza degli arti inferiori. Una scapola che si solleva dal torace e diviene più sporgente è in genere legata ad un dorso curvo astenico in soggetti pigri con scarso sviluppo muscolare che vanno solo incoraggiati nell’attività sportiva. I paramorfismi, in particolare nell’età dello sviluppo, non devono essere trascurati e sottovalutati, per il rischio che comportano di causare severe modificazioni della struttura scheletrica. La terapia dei paramorfismi consiste principalmente nella rieducazione posturale tramite ginnastica correttiva, e nella predisposizione di un percorso di autocorrezione, al fine di ottenere una strategia terapeutica individualizzata e personalizzata.

I DISMORFISMI
I Dismorfismi sono condizioni patologiche determinate da alterazioni strutturali scheletriche su base congenita o acquisita. Tra i dismorfismi rientra la scoliosi, una deformità scheletrica irreversibile e progressiva, caratterizzata da una deviazione laterale sul piano frontale e una deformità rotatoria delle vertebre che determina gravi alterazioni estetiche e funzionali. Le scoliosi idiopatiche ad eziologia sconosciuta rappresentano il gruppo più rappresentato di tutte le scoliosi (80%) mentre il restante 20% è rappresentato dalle scoliosi secondarie cioè causate da malformazioni congenite del rachide o del torace (es. difetti di formazione vertebrale, fusione costale o correlate a disordini neurologici o muscolari).

LE SCOLIOSI IDIOPATICHE E LA LORO DIAGNOSI
In base all’età in cui la scoliosi compare si distinguono delle forme infantili che vanno da 0 a 3 anni, forme giovanili con comparsa fra i 4 e i 10 anni, e forme adolescenziali con età tra gli 11 e i 13 anni, con frequenza maggiore nel sesso femminile. L’evoluzione della scoliosi è direttamente proporzionale alla velocità di crescita staturale del soggetto. La scoliosi si manifesta clinicamente con una sporgenza (gibbo) costale o lombare. Il gibbo rappresenta il più importante criterio prognostico della scoliosi, essendo infatti il primo segno della evolutività della curva. I due quadri clinici appaiono simili, ma l’atteggiamento scoliotico non presenta alcun gibbo, né rotazione vertebrale a un attento esame delle radiografie. La rilevazione e la valutazione del gibbo, insieme all’asimmetria del cingolo scapolare, delle creste iliache e dei triangoli della taglia, sono fondamentali. Nello specifico il gibbo è dovuto alla rotazione dei corpi vertebrali e comporta una deformazione della cassa toracica. Poiché la rotazione è direttamente proporzionale all’aggravamento della curva, una corretta valutazione del gibbo può rilevare l’evoluzione della deformità. L’indagine radiografica è il principale e necessario accertamento strumentale nel paziente affetto da scoliosi. I segni radiografici tipici della scoliosi si evidenziano mediante una radiografica eseguita con il paziente in piedi, nelle due proiezioni antero-posteriore e latero- laterale, effettuata su una lastra quadrettata che possa comprendere tutto il rachide (cosiddetta “rachide in toto”). Associando a tale esame le radiografie in inclinazione laterale del tronco (cosiddette “lateral bending”) si evidenzia la correggibilità della curva scoliotica.

COSA FARE?
In realtà la relazione causa-effetto tra cattiva postura e insorgenza di scoliosi vera è molto bassa con una incidenza che oscilla tra il 4 per mille e l’1% della popolazione, mentre molto più alta è l’incidenza dell’atteggiamento scoliotico. In ogni caso, una corretta abitudine posturale, nelle varie fasi della giornata, (es. da seduti e in posizione eretta, quando si fanno i compiti e quando si mangia) insieme ad un’adeguata attività fisica che contribuisce a rinforzare la muscolatura che sostiene la colonna vertebrale, rappresentano le basi necessarie per prevenire e correggere gli atteggiamenti anomali della postura. Nelle scoliosi idiopatiche di grado lieve è importante l’osservazione periodica, mentre la kinesiterapia trova ampio spazio per il miglioramento del tono muscolare e della postura. Nelle scoliosi idiopatiche di grado moderato (oltre i 15-20°), si ricorre all’applicazione di corsetti ortopedici correttivi. Il loro uso deve essere sempre associato a ginnastica correttiva. Il trattamento ha lo scopo di interrompere l’evolutività delle curve. Nelle forme molto gravi è indicata la correzione chirurgica. Le modalità rieducative variano a seconda dell’esame posturale e alla valutazione funzionale. In ogni caso risultano estremamente importanti le fasi che riguardano la presa di coscienza del corpo; la mobilizzazione (elasticizzare la colonna vertebrale); correzione (davanti allo specchio) e mantenimento (esercizi per casa) per ridurre la convessità, la tonificazione con lavoro di allungamento in fase espiratoria e sviluppo dell’addome, dei paravertebrali; il rilassamento delle contratture, allungamento della colonna lombare, mobilizzazione e allungamento del gibbo.