Respirare bene senza bisturi
Da MedEstetica la radiofrequenza sostituisce la chirurgia tradizionale
Le difficoltà respiratorie nasali rappresentano una delle condizioni più diffuse nella popolazione, con un impatto significativo sulla qualità della vita. Dalle forme acute legate ai comuni raffreddori stagionali fino alle patologie croniche come la rinite allergica o la rinite vasomotoria, il denominatore comune è spesso l’ingrossamento dei turbinati nasali, strutture interne fondamentali per la regolazione del flusso d’aria. Quando questi tessuti aumentano di volume, la respirazione diventa difficoltosa, soprattutto nelle ore notturne, con conseguente peggioramento del riposo e della qualità del sonno. In questo contesto si inserisce l’attività della MedEstetica, dove viene adottata una tecnica mini-invasiva basata sull’utilizzo della radiofrequenza per la riduzione dei turbinati nasali, indicata nei casi in cui le terapie farmacologiche non risultino più efficaci. A descrivere il quadro clinico e l’approccio terapeutico è il professor Nicola Lombardo, otorinolaringoiatra che opera nella MedEstetica di Satriano: «Le problematiche delle ostruzioni nasali e della difficoltà respiratoria attraverso il naso – spiega – sono molto comuni e possono derivare da diverse condizioni, dalle forme virali come il raffreddore fino alle patologie allergiche. In questi casi si verifica spesso un ingrossamento dei turbinati nasali, che può essere presente anche nei pazienti non allergici, come nella rinite vasomotoria, dove l’ostruzione è tipicamente notturna e alternante».
Secondo lo specialista, la componente funzionale del disturbo è centrale nella scelta del trattamento. «Quando le terapie locali con spray nasali non sono più efficaci – spiega Lombardo – è possibile intervenire con una riduzione dei turbinati mediante radiofrequenza. Si tratta di una procedura eseguita in anestesia locale, con l’applicazione di piccoli spruzzi di anestetico nel naso e l’utilizzo di una sonda endoscopica che consente di trattare direttamente il tessuto del turbinato». La tecnica, eseguita in regime ambulatoriale, consente una riduzione progressiva del volume dei tessuti trattati nell’arco di alcune settimane, con un miglioramento della pervietà nasale che si stabilizza nel tempo. L’energia a radiofrequenza determina una riduzione del volume dei turbinati nell’arco di tre o quattro settimane, con un miglioramento significativo della respirazione nasale. È un trattamento che non prevede anestesia generale e che permette al paziente di tornare a casa subito dopo la procedura, senza tamponi nasali e senza dolore significativo.
Uno degli aspetti rilevanti riguarda anche la gestione farmacologica precedente all’intervento. L’utilizzo prolungato e spesso improprio di decongestionanti nasali rappresenta infatti un problema clinico diffuso, con possibili effetti di dipendenza e peggioramento dei sintomi nel lungo periodo. La procedura proposta alla Med Center si inserisce quindi anche come alternativa terapeutica in grado di ridurre questo tipo di abuso.
«Questo approccio consente di evitare l’uso improprio e prolungato dei decongestionanti nasali, spesso utilizzati in maniera non corretta dai pazienti – sottolinea ancora Lombardo – si tratta di una procedura ripetibile nel tempo e adatta anche ai pazienti più giovani, già a partire dall’adolescenza».
La metodica trova applicazione anche nei pazienti con rinite allergica, nei quali la riduzione del volume dei turbinati può migliorare la respirazione anche in presenza di esposizione agli allergeni. «Anche nei soggetti allergici – conclude il professore – questo intervento aiuta ad aumentare la pervietà delle fosse nasali e a ridurre l’impatto dei sintomi, migliorando la respirazione quotidiana».
Box di approfondimento – Come funziona la radiofrequenza dei turbinati
La radiofrequenza dei turbinati nasali è una procedura mini-invasiva utilizzata per ridurre l’ostruzione nasale cronica causata dall’aumento di volume dei turbinati. L’intervento viene eseguito in ambulatorio, in anestesia locale, e non richiede ricovero ospedaliero. La tecnica prevede l’introduzione, sotto guida endoscopica, di una sottile sonda all’interno del tessuto del turbinato. Attraverso l’emissione controllata di energia a radiofrequenza, si genera un riscaldamento localizzato che induce una riduzione progressiva del volume del tessuto.
Il risultato non è immediato, ma si sviluppa nel corso di alcune settimane, generalmente tra le tre e le quattro, durante le quali il turbinato va incontro a un processo di rimodellamento e riduzione.
Tra i principali vantaggi della metodica:
- assenza di anestesia generale
- procedura ambulatoriale
- ridotto dolore post-operatorio
- assenza, nella maggior parte dei casi, di tamponi nasali
- recupero rapido delle normali attività quotidiane
La procedura è indicata nei casi in cui la terapia farmacologica, in particolare spray decongestionanti o antinfiammatori locali, non sia più sufficiente a garantire una respirazione nasale adeguata. Secondo gli specialisti, la radiofrequenza rappresenta oggi una delle soluzioni più utilizzate nella chirurgia funzionale nasale mini-invasiva, grazie al buon profilo di tollerabilità e alla possibilità di essere ripetuta nel tempo in base all’evoluzione clinica del paziente.







